La Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa antica

Dove è ubicata questa Chiesa, anticamente vi è un luogo di culto pagano dove l’antica tribù degli Intimillii adora la dea Diana.
La Vallebuona con l’avvento romano diviene periferia del municipio romanico ventimigliese, dove molte famiglie di pastori, di agricoltori e di cacciatori dimorano in località sparse e danno origine ai primi “pagus”.
Verso l’anno mille i discendenti di quelle famiglie, aiutati dai frati Benedettini, in quel luogo pagano innalzano una piccola Chiesa che intitolano a San Lorenzo Martire e Levita.

La prima riedificazione e l’elevazione a Rettoria
Nell’anno 1460 è prete della nostra Valle don Francesco Corrubeus che, con l’aiuto del Popolo vallebonese, all’epoca già numeroso, amplia e restaura l’antica Chiesa, dando alla base la forma rettangolare come vuole lo stile romanico.
Nell’anno 1467 il Vescovo mons. Stefano de Robis, considerandola una Chiesa tra le più importanti del circondario, con atto notarile la eleva al grado di Rettoria.

La consacrazione della Chiesa

La Chiesa viene consacrata il giorno 17 maggio dell’anno 1705 dal Vescovo barnabita Mons. Ambrogio Spinola. Alla commovente cerimonia assistono tutto il popolo vallebonese,
molti fedeli venuti dai paesi vicini ed i preti delle Chiese della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi.
Al termine della cerimonia Mons. Spinola pronuncia le parole che sono un Santo Augurio in latino per la Valle Buona:
“floreat hic pietas - tunc bona vallis eris”
in italiano:
“che fiorisca qui - la devozione religiosa - allora - sarai una buona valle”
Questa frase, da quel giorno è stampigliata nell’arcata del Portale.

La seconda riedificazione della Chiesa

Nell’anno 1720 la Chiesa viene riedificata, rimodernata e portata nella struttura, in stile barocco, come la vediamo oggi, anche se le stuccature e le rifiniture interne sono eseguite nel tempo ed ultimate nel 1880.
I progettisti ed i direttori dei lavori sono due architetti: Bonsignore di Ventimiglia e Bettini di Breglio. I lavori previsti ed eseguiti sono: la demolizione dei pilastri antichi, delle navate e della volta, il consolidamento strutturale eseguito dall’interno, la sopraelevazione dei muri,
la costruzione della nuova volta e dell’abside. Per la costruzione dell’abside nasce un conflitto con la Confraria del Santo Spirito, proprietaria del vano adiacente al muro della Chiesa, ubicato dal lato verso mare, chiamato, per il suo antico uso “il bastione”, dove essa, già dalla prima metà del 1500, ha la sede. La Confraria riesce ad impedirne la demolizione totale
e a conservare quel piccolo vano, che ancora oggi è adibito a Sacrestia.

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